discography

compact disc - 2012
old europa cafe - cat# oecd 154

Limited edition of 300 copies in digipak with 4 full-colour pictures of oil-paintings by Saturno Buttò (www.saturnobutto.com)


Tracklist

  1. Allah Kebab
  2. Adrian Andrew Woodhouse
  3. God told you to do it (kill that faggot for Jeezus KKKrist!)
  4. fatwa
  5. Sex Magick Rockets Babalon (for J.Parsons)
  6. Baby Babalon
  7. La Visione e la Voce
  8. dio dio dio di odio
  9. ANUS DEI
  10. VENI SATAN LUCIFER




TEATRO SATANICO Fatwa - di Michele Guerrini
Gruppo tra i più originali e sui generis della scena post-industriale, i Teatro Satanico hanno seguito un ideale percorso concettuale e artistico di rara profondità nel panorama italico. Dopo alcune ultime produzioni come il 10" "Kali Yuga A Go Go", il 45 giri "Gold In Blei" e  il mini-cd "Disco Cianciulli", si è potuto osservare come la vena ritmica si sia progressivamente arricchita di elementi fortemente elettronici oltre alla componente più propriamente rumorista. L'interessante performance in occasione del Destination Morgue V a Roma ha confermato queste peculiarità, mostrando un progetto ancora ricco di dialettica e in costante evoluzione nelle sue forme. "Fatwa" è il primo Lp sulla lunga distanza da "Alma Petroli" (cd-r autoprodotto rilasciato nel 2009); mostra un'identità che non ancora stanca di muoversi, che continua nella sua opera filosofica di ricerca e analisi delle vie alchemiche e liturgiche, pur mantenendo una forte componente provocatoria. Un carattere essenziale che trasuda non solo dal titolo del disco, ma anche dall'opener "Allah Kebab". Basata su una visione ironica della politica italiana e di come certo fondamentalismo possa permettere l'affermarsi di contraddizioni e stupidità irrazionali, si muove in un lento salmodiare che ricorda la melodica sacralità dei Cccp di "Radio Kabul". Al contrario della melodica sacralità di Ferretti, qui si scontrano beat elettronici crudi e bassi frastornanti. La conseguente "Adrian Andrew Woodhouse" segna un sentiero più minimale e ovattato. L'inquietudine e l'oscurità avvolgono una voce distorta e una drum machine ridotta all'osso, mentre i pochissimi spunti di synth sono una leggera rete di rugiada fra pietre nere. Il tema dell'intolleranza religiosa e delle sovrastrutture/stereotipi che ingabbiano gli esseri umani è al centro di questa composizione, come la successiva "God Told You To Do It", in cui viene mantenuta una simile idea strutturale. Il sentiero collega punto dopo punto ogni elemento che ci è portato davanti. Le parole sono limitate e precise all'osso. La coppia centrale "Fatwa-Sex Magick Rockets Babalon" fa da spartiacque all'interno del disco. L'atmosfera impalpabile della title track ascende in vocals indefinite che tracimano in un ambient meccanico, mentre l'omaggio allo scienziato occultista J. Parsons si chiude in sé come una notturna cantilena di preghiera. Tralasciando Baby Babalon, rivisitazione di un brano già uscito su "Black Magick Block", abbiamo ora di fronte il lato più esoterico e astrale del disco. Un percorso che inizia con "La Visione E La Voce": brano che prende spunto dalle immagini da visualizzare usate dal training dell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata per favorire la "proiezione astrale", oltre che dal testo omonimo di Crowley. Il ritmo, la forza simbolica della parola è uno degli elementi cardine di questo disco. Anche l'apparente gioco di "Dio Dio Dio Di Dio" racchiude un tranello magico di significato. I ritmi bassi e/o acuti sono magmatici e taglienti per la mente che segue il sentiero tracciato dal Teatro Satanico. Le conclusive "Anus Dei" e "Veni Satan Lucifer" sono entrambe cantate in latino e mostrano un doppio passaggio per quello che è una richiesta a Satana di pacificazione e purificazione, tra le pagine sintetiche e melodiche della prima e il rumorismo elettro industriale della seconda. Possiamo capire questo disco se lo cogliamo non tanto come un'opera musicale, ma come un organismo concettuale. Un tragitto spirituale, una serie d'immagini evocative che vanno assorbite attivamente per comprenderle appieno. Un disco dalla provocante matrice magica, che racchiude energie da maneggiare in piena coscienza.
http://www.ondarock.it/recensioni/2012_teatrosatanico_fatwa.htm

TEATRO SATANICO - FATWA - Written by: Rexington Steel

By far the most enthralling and engaging Teatro Satanico (IT) release to date. It feels as if these gentlemen are on the upward swing of an incrementally more brilliant spiral. “Fatwa” picks up where their masterful picture-disc “Kali Yuga A-Go-Go” left off. One of the fondest memories I take along in life is when Mr. Granziera let me have a private listen of this track before it was released. I felt as if I was then privy to soundtrack material for some multi-million dollar action film of the highest caliber. This album is an extension, an amplification of the sex appeal, the elaborate sequencing production, the subtle, refined masculinity, and profound melodic throb of “Kali Yuga”. An incredible result in a direction that might have been hinted at by the last couple of Teatro releases, but I don’t think that any of us expected such a solid.. Dance album. Much more to it than just that of course… This is an album of complexity, of soul, of groove, and of life. It touches on ground that few could, like Frank Tovey, a man who could draw from you a smile just as easily as a tear. I felt this feeling upon my initial listen of this work. It doesn’t let you go. “Fatwa” not only touches one on musical terms, but also provokes on thematic ones. As powerful as an actual condemnation, a proclamation that some Islamic force of high order wants you dead is, this work is much more life-affirming, much more influential toward the will to run and live each day and amplify the strength of your resolve. A work that is as empowering as it is inspiring. Up to par with the best Brian Eno work, the most compelling moment, like “La Visione e La Voce” feels like it was done with an up to date approach similar to what Eno took to make “Low” one of David Bowie’s darkest, but also most exploratory albums. The tenuous hold this album can grasp the listener is uncanny, the highs are high, but the lows are only like a stripping down of material that is the densest concentration of pristine bass-hooks I have ever heard in any album of any genre. The intricacy of every single percussive element is heavily flexed. One certainly has to appreciate it when an artist can seemingly make anything percussive. It’s obvious these men can. There is still a highly persistent need for sonic exploration here, but now, it is paired with an impressive discipline in structure. That is what makes “Fatwa” so powerful. I don’t know how fair it is to say that this is their best album, but it’s certainly being touted that way on the Old Europa site. I can only say I agree. Wholeheartedly.

http://heathenharvest.org/2012/04/28/teatro-satanico-fatwa/

ALLAH KEBAB

AL COSPETTO DELL'ALTISSIMO COSI' E' IL FEDELE:
PECORA, AGNELLO, CARNE DA MACELLO!

MOHAMED IL PROFETA PER MOLTI E' SANTITA',
DAVVERO NON C'E' LIMITE ALLA CREDULITA' !
OSAMA BIN LADEN UN MARTIRE JIHAD,
DAVVERO NON C'E' LIMITE ALLA STUPIDITA'!

VERDE E' IL COLORE DEL PROFETA,
IL VERDE DELLA LEGA E' IL VERDE DELL'ISLAM!

PER I 99 NOMI DI ALLAH LA RELIGIONE VI STERMINERA' !
PER I 99 NOMI DI ALLAH IL VOSTRO DIO VI DIVORERA' !


ADRIAN ANDREW WOODHOUSE


I KNOW, I KNOW
IT IS JUST MY MIND!
I KNOW, I KNOW
HE IS JUST DEEP IN MY MIND,
THERE'S CREEPY CROWLEY
CRAWLING IN MY MIND!
IN MY MIND, IN MY HEAD,
THERE'S CREEPY CROWLEY
CRAWLING IN MY MIND!
THERE'S CREEPY CROWLEY,
AND JESUS CHRIST,
SO FUCKIN' JESUS
IN MY MIND!
IN MY HEAD,
IN MY MIND
...


GOD TOLD YOU TO DO IT (KILL THAT FAGGOT FOR JEEZUS KKKRIST!)


GOD TOLD YOU TO DO IT!
IT IS NOT YOIR FAULT,
IT IS NOT A SIN,
FOR GOD TOLD YOU TO DO IT!
YOU DO NOT LET THAT BITCH TO LIVE!
GOD TOLD YOU TO DO IT,
KILL THAT OBSCENE, IT IS NOT A SIN!
GOD TOLD YOU TO IT,

KILL THAT FAGGOT FOR JEEZUS KKKRIST!
...


FATWA


WHEN RELIGION WILL COME
YOU SHALL BELIEVE!
WHEN RELIGION WILL CALL
YOU SHALL BELIEVE!


SEX MAGICK ROCKETS BABALON (FOR J. PARSONS)

LOOK AT THE MARVEL,
LOOK AT THE MARVEL,
BURNING IN MERCURY FLAMES !

SPARKLES UP IN THE SKIES,
FIRES DOWN IN HER EYES,
AS ABOVE SO BELOW !


BABY BABALON

SHE IS BROKEN BONES
AND RED BLOOD!
DEBBIE BABY BABALON,
WATCH HER FALL,
CAN YOU SAVE HER SOUL ?
CAN YOU CATCH HER FALL?


LA VISIONE E LA VOCE

LA VISIONE E LA VOCE DELL'ALBA DORATA
LA VISIONE E LA VOCE DELL'ASTRO D'ARGENTO

L'ILLUSIONE DI DIO NELLA FORMA DI TRIANGOLO
(FUOCO DELL'IO)

VITA, RESPIRO E TEMPO PER CONVENZIONE SONO UN CERCHIO


UN QUADRATO LO SPAZIO, UN QUADRATO LA TERRA
UN QUADRATO LA SOLIDA TERRA

ALZA LE BRACCIA LA CIELO DIVENTA L'UOMO UNA LUNA

TOCCATI IL VENTRE, IL BASSO VENTRE,
DENTRO IL SE' L'UOVO COSMICO!


ANUS DEI

ANUS DEI
QUI INFERS
PECCATA MUNDI

MISERERE NOBIS

OPUS DEI
QUOD DIFFUNDIS
PECCATA MUNDI

MISERERE NOBIS

MORS DEI
QUAE TOLLIS
PECCATA MUNDI

DONA NOBIS PACEM


VENI SATAN LUCIFER

VENI SATAN LUCIFER
ET EMITTE COELITUS
LUCIS TUAE RADIUM

VENI SATAN LUCIFER
LIBERA NOS A MALO
LIBERA NOS A MALO




Line-up

Devis deviLs Granziera
Kalamun
Mauro Martinuz (mastering sound-engineer)
Reciting voice in track 08 by Cosimo "Zos" Mungheri